“TU NON SAI COSA SIGNIFICA”: UN’OSTACOLO O UN’OPPORTUNITA



Lo devo ammettere: IO NON SO COSA SIGNIFICA AVERE UNA MOGLIE, UN PADRE, UNA FIGLIO malato di demenza. In famiglia, ha sofferto di questa malattia soltanto mio nonno materno, ma non l’ho vissuta personalmente, perché viveva molto lontano da me. Malgrado ciò, è stata un’immensa sofferenza, determinata sia dalla lontananza sia perché, malgrado le conoscenze e l’esperienza sul campo, gestire i pensieri e le emozioni non era affatto semplice.


Quando sono in reparto, sono consapevole che il ruolo mi permette di avere una certa distanza (anche minima), che se ben gestita mi permette di rimanere equilibrato e centrato. Tuttavia, nei momenti in cui vivo in prima persona situazioni difficili (ad esempio, episodi di aggressività, l’angoscia del familiare, la frustrazione dell’operatore) tocco con mano cosa significa essere “Caregiver” e di quanto amore e dedizione ci vuole ogni giorno nel prendersi cura di questi ammalati.


Comprendo molto bene quindi quando alcuni familiari mi dicono o scrivono “tu non sai cosa significa”, perché ogni situazione è vissuta diversamente e ha significati specifici per ognuno di noi. Io ho l’opportunità di cogliere la profondità di questa frase solo quando i familiari mi fanno dono dei loro vissuti durante i percorsi.


Ma ho constato tante volte che il tu non sai cosa significa viene utilizzato anche verso gli stessi familiari durante i gruppi che conduco. - <<Tu non sai cosa significa avere una persona aggressiva a casa>> - <<Tu non sai cosa significa avere una persona ricoverata in un casa di riposo>>; - <<Tu non sai cosa significa avere una persona giovane malata di demenza>>; - <<Tu non sai cosa significa non avere fratelli che ti possano aiutare>>. E tantissimi altri motivi… tutti maledettamente comprensibili. Perché, come ho detto prima, quel significato è soggettivo.


Allora, le domanda che invito a porsi è: ogni volta che mi rivolgo a un’altra persona con la frase “tu non sai cosa significa”, qual è il mio bisogno? come ci si sente? Possono essere svariati i vissuti emotivi: rabbia, tristezza, colpa, vergogna ecc.


Entrare in contatto con queste forti emozioni, ci permette di: - Riconoscerle; - esserne consapevoli; - dare loro dignità e spazio; - evitare di mettere in atto comportamenti che possono minare la nostra autostima e le relazioni con gli altri; - prendersi cura di sé.


Come diceva Sartre: Quella roccia che manifesta una resistenza profonda se la voglio spostare sarà al contrario un aiuto prezioso se voglio scalarla per contemplare un paesaggio.


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