COSA FARE QUANDO LE ANSIE E LA FRETTA DI RISOLVERE I PROBLEMI CI RUBANO TEMPO E VITA


Nella vita di tutti i giorni corriamo sempre: non si sa per giungere dove, ma andiamo spediti come dei treni . In più, ripetiamo come un mantra sia a noi stessi che agli altri “non posso fermarmi. Ho troppo cose da fare”. E in effetti, le attività quotidianamente sono veramente tante: lavorare, stare con i figli e la famiglia, fare la spesa e le faccende di casa, accudire il nostro familiare malato di demenza, portarlo alle visite, stare dietro alla burocrazia e così all’infinito (chi ne ha più ne metta).

Obiettivamente, c’è un problema: gli impegni sono tanti e il tempo a disposizione sempre lo stesso (le solite 24 ore uguali per tutti)


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Cosa facciamo per trovare una soluzione a questo problema?


Generalmente, tendiamo a fare più cose contemporaneamente. Mi astengo dal fare tanti esempi pratici, perché ognuno di noi può comprendere facilmente cosa intendo. Malgrado ciò, faccio solo un piccolo esempio: si mangia, si guarda la tv, si vedono le notifiche del cellulare, si parla e si pensa a ciò che ci è successo a lavoro oppure a come risolvere un problema relativo all’assistenza al malato di demenza. Un vero marasma di cose nella testa.


Risultato: tantissimo stress, confusione, dolori di testa e via dicendo.


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“Perché succede questo e perché cadiamo in questa trappola”?.


E’ una delle domande che mi chiedono i familiari durante il percorso “Mi amo e mi prendo cura di te”. La risposta è veramente semplice e spesso scontata. Abbiamo l’illusione che facendo più cose nello stesso tempo guadagneremo tempo (spesso per fare altre cose e non per investirlo per il nostro benessere: un altro paradosso!). Ma è solo un’illusione, perché il cervello non è fatto per fare tante cose, e quindi, mentre ci comportiamo in questa maniera, consumiamo tantissime energie fisiche e psicologiche spendendo di fatto tempo e salute.

La stessa soluzione che avevamo pensato o dato per scontato diventa essa stessa un problema molto importante. Un vero paradosso, che si ritorce contro di noi.


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Cosa fare allora praticamente?


Una cosa di nuovo semplice e controintuitiva: RALLENTARE.

Può sembrare semplice, ma nella pratica è molto più difficile. Per due ragioni:

  • Non siamo abituati a rallentare e perciò non verrà automatico farlo. Ci vuole allenamento;

  • Rallentare significa anche entrare in contatto con alcune nostre parti che non tollereranno questa nuova modalità. La mente ci dirà di ritornare a fare come prima. Pertanto dovremmo essere pazienti e comprensivi con noi stessi.

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Quando mi capita di entrare in quel loop del multitasking e della fretta (e succede!!!), mi sento spesso ansioso, irritabile e teso e il respiro è corto. Anche se dovessi guadagnare del tempo (ma ho constatato che non ne guadagno affatto), il prezzo da pagare è veramente molto alto. Così, appena mi accorgo di essere caduto in questa trappola, torno sul respiro, faccio tre respiri molto lenti e profondi, e scelgo di fare una cosa per volta. Ho sempre riscontrato più precisione e qualità nelle cose fatte e soprattutto mi sento più rilassato e sereno, per la mia gioia e soprattutto di chi mi circonda.


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Come dice Lao-Tzu:


“La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza”

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