2 STRATEGIE PER SUPERARE IL RIMUGINIO E AVERE COSÌ PIÙ ENERGIE E SERENITÀ


Quando ci si occupa di un malato di demenza le preoccupazioni sono tante e le domande senza risposta aumentano ogni giorno di più. Capita spesso di chiedersi, ad esempio, cos’è veramente questa malattia, come evolverà nel tempo, perché si è ammalato il nostro familiare, come si comporterà durante le diverse fasi della malattia, se si sarà all’altezza di ogni situazione, se si avrà la forza di andare avanti, se si avrà tempo per i propri progetti oppure si sarà costretti a lasciare tutto e così via.

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Una lista che non termina mai, perché i dubbi e le incertezze sono infiniti, così come le nostre ansie. Senza contare poi che le preoccupazioni non riguardano solo il prendersi cura dell’ammalato, ma anche altri aspetti della vita con i loro relativi problemi: lavoro, famiglia, figli, salute e quant’altro.

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Ovviamente, di fronte a tanti punti interrogativi e difficoltà, la cosa che viene facile e scontata da fare è pensare e soggiornare perennemente nella testa, alla ricerca spasmodica di risposte e soprattutto di prevedere ogni possibile scenario. La maggior parte di noi usa questa strategia: siamo abituati a farlo in ogni occasione e per ogni tipo di problema, ma paradossalmente invece di aiutarci ci complica di più la vita. Il risultato infatti è ansia a tutto spiano e stress a palla.

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Perché ci succede questo? La risposta è molto semplice: vogliamo prevedere il futuro. Cerchiamo in tutti i modi di capire come si svolgeranno le cose per avere il controllo delle situazioni. Il solo pensiero di non avere il controllo delle cose e di non sapere niente o poco di ciò che succede ci fa andare in ansia (in alcuni casi si può trasformare addirittura in panico ). Ecco allora che pensare continuamente ai problemi e alle ipotetiche soluzioni ci dà quella vana sensazione di avere ancora un minimo di controllo… che, in realtà, non abbiamo.

Per inciso: quando pensiamo ai problemi e alle possibili evoluzioni puntualmente le immagini e i pensieri non sono quasi mai positivi, tutt’altro.

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La verità è che non possiamo prevedere nulla, non possiamo sapere nulla in anticipo. Dimorare costantemente nella nostra testa sperando di avere risposte e soluzioni è sia inutile, perché non ci porta effettivamente da nessuna parte, sia deleterio per il nostro benessere, perché le uniche cose che riusciamo a ricavare sono ansia, disturbi somatici, stress, confusione, rabbia … e anche questa lista sarebbe un bel po’ lunga!

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Cosa fare allora per evitare che questo rimuginio costante sui problemi ci rubi vita, energie e serenità?

Suggerisco di utilizzare due strategie, che hanno aiutato me e diversi familiari in molte occasioni:

  1. Creare uno spazio circoscritto nella giornata in cui si potrà pensare a tutto ciò che si vuole riguardo i problemi che ci angustiano. In particolare, decidere ad esempio che ogni giorno ci si potrà concedere un tempo preciso (15/20/30 minuti) in cui pensare ai problemi e a ciò che ci frulla continuamente nella testa.

  2. Praticare tre respiri consapevoli e profondi ogni qualvolta notiamo che la nostra mente ricomincia a rimuginare su un pensiero.

Come spesso dico ai familiari, sono strategie che hanno bisogno di un po’ di tempo per farle proprie, ma soprattutto hanno bisogno di tanta motivazione e impegno, perché la tendenza sarà spesso di andare nuovamente nella testa e perdersi nei propri assillanti pensieri.

Se riusciamo a bloccare questo meccanismo del rimuginio, eviteremo di sprecare energie, ne gioverà il nostro benessere e di coloro che sono a noi vicini e soprattutto saremo un po’ più sereni.

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